Stucco bicomponente per legno 375 ml *** colore- abete, confezione 1
Stucco bicomponente per legno 375 ml *** colore- abete, confezione 1
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- Consegna tra il 29 Ottobre e il 2 Novembre
Descrizione
Descrizione
Stucco Poliestere Bicomponente per Legno 375 ml
A cosa serve
È lo stucco che si usa quando non basta velare una riga ma c'è da ricostruire: fori di nodi caduti, tracce di chiodi e graffette, spacchi lungo la fibra, spigoli consumati, il bordo inferiore di una porta sbriciolato, il vuoto lasciato da una vecchia serratura, la sede allargata di una cerniera che non tiene più, la fessura fra due doghe di parquet. Bicomponente vuol dire che si mescola con il suo catalizzatore: da quel momento indurisce da solo e in profondità, anche dove uno stucco normale resterebbe morbido, e non si ritira perché indurisce per reazione e non per evaporazione.
Quale colore scegliere
- Abete: per il legno chiaro e giallino, vicino al tono del legno appena piallato: perline di abete, tavolato di un sottotetto, una porta grezza, il telaio di una finestra, i listelli di una cassapanca.
- Bianco: il colore da prendere quando il legno non resta a vista, perché sopra ci va lo smalto chiaro: porte interne laccate, ante di un armadio bianco, battiscopa, persiane smaltate, una libreria da rifare. Su un fondo bianco basta poca vernice a coprire, mentre uno stucco colorato tende a leggersi sotto le prime mani chiare.
- Noce chiaro: la tinta in cui cade la maggior parte dei mobili di casa - ante di cucina, comodini, un tavolo allungabile, le cornici delle porte interne - e quindi il tono che si legge meno quando la riparazione deve restare a vista.
- Noce scuro: per i legni di tono profondo, dove ogni riparazione chiara si nota subito: mobili di famiglia, travi e perlinati trattati in tinta noce, porte interne scure, portoni. È anche il colore con cui si riempiono i vuoti dei tarli lungo un montante.
- Rovere: il tono dei pavimenti e degli arredi di oggi, per i punti che si guardano tutti i giorni: la fuga fra due doghe del parquet, il bordo di una soglia, l'angolo di un piano di lavoro, la testa di un listone urtata da un mobile.
Il colore è un punto di partenza
I toni sono pensati per integrarsi nelle superfici della stessa tinta, dove la stuccatura si legge poco anche senza ritocco. Se il legno è più scuro o più rossiccio di quello che hai in mano, la strada è stuccare, carteggiare e poi riprendere la zona con un pennellino di colore o un impregnante: lo stucco è sovraverniciabile con ogni tipo di prodotto, quindi il ritocco si può sempre fare. Va tenuto presente che è un colore pieno e non ha la venatura: sulle superfici a vista larghe conviene disegnare la fibra con un pennellino dopo aver carteggiato.
Quando non prendere questo
Se devi solo chiudere un paio di fori di chiodo o un buchino di tarlo, senza niente da ricostruire, e non hai voglia di dosare catalizzatori, è più comodo lo stucco per legno pronto all'uso da 250 ml, che si prende dal barattolo così com'è nelle sue tonalità.
Come si usa
- Lavora su legno asciutto, pulito da cera, polvere e schegge sollevate: se il bordo della porta è gonfio di umidità, prima va fatto asciugare, e dai fori dei tarli la polvere va aspirata.
- Prendi dal barattolo solo la pasta che ti serve e appoggiala su una tavoletta o su un cartone che puoi buttare.
- Aggiungi il catalizzatore e mescola fino a colore uniforme, senza venature diverse.
- Spatola subito: da miscelato il tempo di lavoro è breve e il prodotto va steso appena preparato.
- Premi dentro la cavità per non lasciare bolle, e sugli spigoli usa una stecca come sponda per ricreare il filo diritto.
- Sulle parti mancanti carica in più riprese invece di fare un blocco unico.
- Riempi lasciando un leggero rialzo, perché carteggiando si porta a filo.
- Carteggia quando la pasta non cede più sotto l'unghia, prima con grana media per la forma e poi fine per la pelle, seguendo la venatura- poi spolvera e passa alla finitura.
Cosa serve per finire il lavoro
Una tavoletta o un pezzo di cartone per miscelare, una spatola d'acciaio, carta abrasiva media e fine, un pennellino con una tinta o un impregnante per il ritocco del colore e la finitura che avevi in mente: fondo e smalto, impregnante, vernice trasparente, olio o cera. Sui bordi delle porte serve anche del nastro da carrozziere per proteggere la parte sana, e sul parquet un aspirapolvere per pulire la fuga prima di stuccare.
Domande frequenti
Va miscelato per forza?
Sì, è bicomponente: senza catalizzatore non indurisce.
Quanto se ne prepara per volta?
Solo quello che si stende subito: appena miscelato inizia a indurire.
Tiene su uno spessore grosso e regge una vite?
Sì, il poliestere bicomponente è fatto per ricostruire volume: indurito è un corpo compatto, ed è il motivo per cui si usa quando i fori di una cerniera sono da rifare.
Si può forare, fresare o sagomare dopo?
Sì, indurito si lavora con abrasivi e utensili da legno come un corpo solido.
Si può verniciare sopra?
Sì, è sovraverniciabile con ogni tipo di prodotto.
Dopo quanto si può carteggiare?
Quando la pasta non cede più sotto l'unghia: è il segnale che la reazione con il catalizzatore è avvenuta. Si può carteggiare anche a macchina, con una levigatrice orbitale a grana fine, lavorando solo sulla zona riparata.
Va bene per gli esterni in legno?
Sì, ma poi la parte riparata va protetta con la stessa finitura del resto dell'infisso.
Scheda tecnica
| Tipo | stucco poliestere bicomponente |
| Contenuto | 375 ml |
| Supporto | legno |
| Colori disponibili | abete, bianco, noce chiaro, noce scuro, rovere |
| Finitura | sovraverniciabile con ogni tipo di prodotto |