Pennarello ritocco per il legno *** colore- noce scuro, confezione 1
Pennarello ritocco per il legno *** colore- noce scuro, confezione 1
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- Consegna tra il 29 Ottobre e il 2 Novembre
Descrizione
Descrizione
Pennarello con tingente per il ritocco del legno
A cosa serve
È il pennarello che si tira fuori quando il mobile ha preso una strisciata contro lo stipite, quando la testiera del letto mostra il segno del comodino, quando l'aspirapolvere ha dato il calcio al bordo basso della porta, quando la sedia striscia lo stipite o il battiscopa si sbecca sfilando un mobile, quando il piano del tavolo è rigato da un piatto trascinato o lo zoccolo della cucina è passato dallo scopettone. Passi la punta sul graffio, il tingente entra nel legno scoperto e il segno chiaro smette di saltare all'occhio.
Su cosa funziona
Mobili, porte e articoli in legno in genere: ante, cassetti, fianchi di armadi, gambe di tavoli e sedie, piani, bordi di mensole, zoccoli, battiscopa, telai e stipiti, profili di copertura e cornici. Il suo terreno è il legno a vista, perché lì il tingente ha una fibra in cui entrare: serve che il graffio abbia scoperto il legno. Dove la superficie è solo opacizzata o sbiadita dal sole il legno è ancora sigillato e non c'è niente da tingere, e su una laccatura coprente, su un frontale plastificato liscio o sulla lamiera verniciata di un telaio il ritocco non è il suo lavoro.
Quale tinta scegliere
- Ciliegio: il rossiccio caldo delle credenze, delle testiere e delle cornici- è la tinta da prendere quando il legno vira al rosso, e sul marrone scuro stona.
- Noce chiaro: il marroncino delle porte interne e dei battiscopa, la tinta più chiara della coppia noce- è quella dei lavori sui bordi bassi delle porte, sugli spigoli degli stipiti, sulle giunzioni del battiscopa, sulle mensole e sui fianchi dei mobili chiari.
- Noce scuro: il bruno pieno dei tavoli da pranzo, delle sedie e dei mobili in stile, dove il legno chiaro sotto fa contrasto appena si graffia- va sui piani rigati, sulle gambe scheggiate, sugli spigoli delle cassettiere e sulle traverse del letto.
- Wengè: il bruno molto scuro delle cucine e degli arredi moderni, dove anche un graffio piccolo fa una riga chiara evidente- è la tinta dello zoccolo della cucina, del bordo dell'anta sotto il lavello, del piano della scrivania e del fianco del mobile TV.
Come si sceglie la tinta
Il tratto deve stare nella famiglia di colore del legno: una tinta più chiara del mobile si legge come schiarita, una più scura fa un segno più nero del legno e si nota quanto il graffio. Guarda il pezzo in luce naturale, fai sempre una prova in un punto nascosto, per esempio dentro l'anta, dietro una gamba o sul retro dello zoccolo, e parti leggero: una passata in più scurisce, una in meno si aggiunge sempre.
Quando non prendere questo
Se il graffio è un solco profondo e non un segno superficiale, prima serve uno stucco per legno: il pennarello ridà il colore, non riempie il vuoto. Per i pavimenti vale sui bordi e sul battiscopa, mentre in mezzo a una stanza il passaggio è un altro tipo di intervento.
Come si usa
- Pulisci e sgrassa il graffio da polvere e cera: sui piani usati, sui battiscopa e sulle ante della cucina c'è quasi sempre un velo di detergente, di cera o di sgrassatore che tiene il tingente in superficie.
- Prova in un punto nascosto prima di andare sul segno a vista.
- Passa la punta dentro il solco seguendo il verso delle venature, con tratti corti e la punta appena appoggiata.
- Vai per gradi e fermati appena il tratto raggiunge il tono attorno, guardando il pezzo da un metro e non da dieci centimetri.
- Se il graffio è largo colora a tratti sottili nel verso delle fibre: un'area dipinta di piatto si nota più del graffio.
- Tampona subito con un panno asciutto il colore finito fuori dal segno, prima che il tingente attacchi la parte sana.
Cosa serve per finire il lavoro
Un panno morbido che non lasci pelucchi per tamponare, uno stucco per legno quando lo spigolo è smangiato o il solco è profondo, e una cera o un olio per mobili da passare dopo: il tingente dà colore e non lucido, quindi se la superficie è lucida o satinata è la cera a riportare la zona ritoccata uniforme all'occhio e al tatto.
Domande frequenti
Riesce a coprire un graffio che ha scoperto il legno bianco?
Sì, è il caso per cui è fatto: il tingente colora la fibra rimasta a nudo e il graffio si confonde con il resto.
Va bene anche su porte e stipiti?
Sì, porte e stipiti sono tra gli impieghi dichiarati: i segni da maniglia e i colpi sul bordo basso della porta sono il lavoro tipico.
Il ritocco resiste alla pulizia?
Il tingente è nel legno, non sopra, quindi una passata di panno umido non lo porta via come farebbe con un colore appoggiato in superficie.
Posso scurire un ritocco già fatto?
Sì, il colore si sovrappone: una seconda passata sullo stesso punto scende di tono.
Va bene sul legno grezzo non trattato?
Sul grezzo il tingente entra molto di più e allarga la macchia: conviene limitarlo al segno e procedere con tocchi piccoli.
Scheda tecnica
| Tipo | Pennarello per ritocco del legno |
| Tinte disponibili | Ciliegio, noce chiaro, noce scuro, wengè |
| Composizione | Contiene un tingente speciale per legno |
| Impiego | Mobili, porte e articoli in legno |
| Lavori | Ritocco di graffi, segni e sbeccature |