Impregnante legno axel all'acqua 0,75 l *** colore- trasparente , confezione 1
Impregnante legno axel all'acqua 0,75 l *** colore- trasparente , confezione 1
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- Consegna tra il 27 Ottobre e il 29 Ottobre
Descrizione
Descrizione
Impregnante per Legno Axel ad Acqua 0,75 L
A cosa serve
Serve a dare al legno il colore e, nello stesso passaggio, a metterlo al riparo dai suoi nemici biologici: funghi, muffe, batteri e insetti. È un impregnante, non una vernice: entra nelle fibre invece di formare una pellicola sopra, così il disegno del legno resta visibile e col tempo non si sfoglia a scaglie come succede agli smalti coprenti quando invecchiano. Il barattolo da 0,75 litri è la misura di un lavoro circoscritto: una coppia di persiane, una porta, i travetti di un pergolato, una panca, qualche mensola, un grigliato.
Quale tonalità scegliere
- Trasparente: il trattamento di partenza del legno nudo, quello che si dà prima di tutto il resto. È a base di resina acrilica in emulsione acquosa, penetra in profondità, preserva il legno dall'azione dei raggi UV e lascia il poro aperto, cioè conserva l'aspetto naturale e predispone il legno a qualsiasi finitura, smalto, flatting o cera. Non aggiunge colore: il legno resta del tono che ha, appena scaldato come quando è umido.
- Noce chiaro (linea Idrosol): da usare quando il legno va protetto ma deve restare chiaro: appena scalda il tono senza spegnerlo. È nato per i legni chiari - pino, abete, larice e i semilavorati da carpenteria leggera - dove dà un colore miele uniforme e attenua la differenza stridente fra gli anelli chiari e i nodi scuri: perline, scaffali, cassette, staccionate, arredi da giardino nuovi.
- Teak: marrone caldo dorato, per il legno leggero che sta all'aperto e si vede da vicino: grigliati e frangivista del balcone, fioriere, listelli di una schermatura, recinzioni basse. Sono pezzi di legno sottile che si bagna e si asciuga di continuo e senza trattamento diventa grigio in fretta.
- Castagno: la tinta da scegliere quando il legno deve sembrare vecchio e caldo. Su pino, abete e douglas, legni chiari e un po' anonimi, dà quel marrone rossiccio che si associa alle persiane di una casa di campagna e alle travi dei tetti, ed è la tinta giusta per pareggiare un legno già scurito dal sole in modo disomogeneo, perché un tono deciso nasconde le differenze meglio di uno chiaro.
- Palissandro: marrone scuro con un fondo rossiccio, il tono dei portoni d'ingresso, dei portoncini di garage in legno, delle inferriate in legno lamellare e dei mobili in stile.
Il tannino, e perché bloccarlo conta
Il tannino è la sostanza naturale che alcuni legni contengono in abbondanza, il castagno e il rovere per primi. Quando prende umidità migra verso la superficie e lascia quelle chiazze brune che sembrano macchie di ruggine, soprattutto intorno a chiodi e viti, e che tornano a farsi vedere anche sopra il nuovo trattamento. Questo impregnante ha un'azione bloccante nei confronti del tannino, cioè lo trattiene invece di lasciarlo salire: è la ragione per cui vale la pena usarlo proprio sui legni che macchiano, e sulle tinte chiare e sul trasparente, dove ogni alone si vede, è la caratteristica che conta di più.
Le testate e i tagli, la parte che quasi nessuno tratta
Su un legno esposto all'aperto l'acqua non entra dalle facce lisce, entra dalle estremità. Il legno è fatto di fibre parallele, come un mazzo di cannucce: sulla faccia le cannucce sono chiuse di lato, sulla testata sono aperte in punta e succhiano l'acqua per capillarità. Ed è quasi sempre là che parte il guaio: la base di un palo di staccionata, la testa di un travetto sotto la grondaia, il lato corto di una doga, il taglio fresco fatto a misura in cantiere.
Il problema è che quelle superfici sono anche quelle che non si vedono - una testata è dentro l'incastro, un piede è nel terreno, un taglio è sotto il ripiano - e quindi sono le prime che si saltano per la fretta. Fai il contrario: prima di montare qualsiasi cosa, satura testate, tagli, fori delle viti e punti di appoggio, tornandoci sopra finché il legno smette di assorbire. E ogni volta che seghi un pezzo dopo l'acquisto, rimetti il prodotto su quel taglio: è legno nudo appena scoperto.
Il colore si somma, non copre
Nessun impregnante schiarisce. Il colore si aggiunge a quello che c'è sotto, quindi le tinte chiare rendono solo su legni già chiari, e su un legno scuro un tono leggero non si vede. Vale anche per il legno vecchio e grigio da esterno: se non lo carteggi fino a riportarlo chiaro, una tinta chiara non lo schiarirà, e il grigio è comunque fibra degradata che non regge il trattamento. Lo stesso prodotto dà toni diversi su due legni diversi, quindi conviene provare su un ritaglio, e si può caricare il tono aggiungendo passaggi, mentre togliere colore non si può.
Quando non prendere questo
Se non hai intenzione di dare nessuna finitura sopra e vuoi chiudere il lavoro con un solo prodotto, meglio un cerato: la linea Idro Cera e l'impregnante all'acqua cerato da 0,75 litri lasciano la superficie morbida al tatto e pronta così. Se cerchi una finitura lucida e idrorepellente pronta all'uso, guarda l'impregnante sintetico cerato lucido. E tieni conto che un impregnante colora e protegge ma non è una barriera fisica: se il legno prende pioggia battente o il pezzo è molto sollecitato dalle mani, come un portone che si apre ogni giorno, sopra ci va una finitura filmogena, scegliendo un prodotto della stessa base all'acqua.
Come si usa
- Il legno deve essere asciutto, pulito e senza vecchie vernici, cere o oli che facciano da barriera: l'impregnante deve poter entrare, altrimenti resta sopra a chiazze.
- Carteggia nel senso delle fibre: su un legno ruvido o stato all'aperto apre il poro e uniforma l'assorbimento, e sulle parti sfibrate va portato via tutto il grigio.
- Spolvera bene, con un panno appena inumidito: la polvere di levigatura trattiene il prodotto e lascia aloni, che sulle tinte chiare si vedono subito.
- Mescola il barattolo prima di iniziare e ogni tanto durante il lavoro, perché il colore si deposita sul fondo e le ultime pennellate rischiano di venire più cariche.
- Stendi seguendo la venatura, con pennellate lunghe che si sovrappongono, senza fermarti a metà di una tavola: le riprese a prodotto già tirato si vedono.
- Appoggia in orizzontale le ante e i grigliati: in verticale il prodotto cola dentro le stecche, si accumula negli angoli e macchia il pavimento.
- Insisti su testate, tagli, incastri, incroci fra i listelli, fori delle viti e zone di appoggio a terra, fino a saturazione.
- Ripassa quando la prima mano è asciutta se vuoi la tinta più piena, e continua finché il legno assorbe e resta pallido: quando il tono è uniforme, hai finito.
Cosa serve per finire il lavoro
Un pennello a pelo sintetico, adatto ai prodotti all'acqua, più un pennello stretto o un pennellino per i listelli, le modanature e gli incastri- carta abrasiva media e fine, una spazzola per la pulizia iniziale, un panno per la polvere, guanti, teli per terra e un secchio d'acqua per lavare subito gli attrezzi a fine giornata. Per le ante e i portoni servono cavalletti e un cacciavite per togliere la ferramenta- se il grigliato era fissato con viti arrugginite prendi anche delle viti nuove, perché rimontarlo con le vecchie significa ritrovarsi le colature di ruggine sul legno appena trattato.
Domande frequenti
Si vede ancora la venatura del legno?
Sì. L'impregnante entra nelle fibre e le colora dall'interno, quindi il disegno del legno resta a vista: un tono scuro lo mette anzi più in evidenza.
Posso darlo sopra una vecchia vernice?
No. Sulla vernice non entra e resta in superficie a chiazze. La vecchia pellicola va tolta con carta abrasiva o sverniciatore fino a tornare al legno nudo.
Che odore ha mentre lo stendo?
È un prodotto ad acqua, esente da solventi: l'odore è leggero e sparisce con una finestra aperta, quindi si può usare anche su persiane smontate e portate in casa, in un garage o in un sottotetto senza finestre.
Devo diluirlo?
No, si pennella così com'è. Con l'acqua si lavano gli attrezzi, non si allunga il prodotto.
Perché sulle testate ne serve tanto?
Perché sulla testata le fibre sono tagliate di punta e si comportano come tante cannucce aperte: assorbono per capillarità molto più della faccia, e per lo stesso motivo sono la via d'ingresso preferita dell'acqua.
Devo trattare anche i tagli che non si vedono?
Quelli soprattutto: sono la porta da cui l'acqua entra, e sono anche le superfici che si dimenticano perché nascoste nel montaggio.
Va bene per un mobile da giardino nuovo?
Sì, è il caso tipico. Trattalo smontato o comunque prima di fissarlo a terra, così arrivi anche ai piedi e agli incastri, che sono i punti dove il legno da esterno cede per primo.
Va bene sul legno lamellare?
Sì, su legno pulito e carteggiato lavora come su un massello- attenzione alle linee di incollaggio, che assorbono meno.
Scheda tecnica
| Marca | Axel |
| Tipo di prodotto | Impregnante per legno ad acqua, non cerato |
| Solventi | Esente da solventi |
| Tonalità disponibili | Trasparente, noce chiaro, teak, castagno, palissandro |
| Contenuto | 0,75 litri |
| Protezione | Funghi, muffe, batteri, insetti- raggi UV nella versione trasparente |
| Azione sul tannino | Bloccante |
| Superficie | Poro aperto, ricettiva a una finitura sopra |
| Supporto | Legno, interno ed esterno |
| Lavaggio attrezzi | Acqua |